Resilienza: come aumentare la capacità di affrontare eventi difficili e stressanti

come affrontare lo stress psicologo monza

La resilienza, o resistenza a eventi negativi e stressanti, è la capacità di adattarsi ai cambiamenti difficili, agli eventi ostili continuando a perseguire i propri obiettivi, mantenendo motivazione  e tenacia nonostante gli ostacoli.

 La resilienza è innata o si può imparare e migliorare?

L’intera umanità è stata programmata per sopravvivere alle avversità; la resilienza, dunque, è una dotazione innata che è possibile però potenziare ulteriormente, in modo tale da aumentare la resistenza alle difficoltà; come afferma George Vaillant “La resilienza non è una condizione, ma un processo: la si costruisce lottando”.

In cosa consiste la capacità di resilienza allo stress?

  • Capacità di riformulare il modo in cui interpretiamo gli eventi negativi: lo stesso fattore stressante produce effetti diversi (più o meno intensi) nelle persone, proprio perché ognuno di noi “legge” in modo diverso, a seconda della propria storia personale e delle proprie convinzioni di base e delle proprie risorse interne, ciò che accade. Lo stesso evento produrrà, quindi, emozioni e comportamenti differenti in base a come lo vediamo e al significato che gli attribuiamo.
  • Senso di controllo: quanto più crediamo di essere in grado di affrontare le situazioni negative, tanto più riusciremo a farlo davvero; la convinzione di riuscita, che deriva anche dal vedere le cose almeno in parte sotto il nostro controllo, fa aumentare il nostro impegno per il raggiungimento dell’obiettivo. Sentirci responsabili in prima persona del corso degli avvenimenti, ci motiva ad intervenire in modo attivo su di essi. Una persona resiliente vede il successo come il frutto del suo impegno, mentre attribuisce al mancato impegno un insuccesso, vedendolo comunque recuperabile assumendo un atteggiamento più intraprendente. Diversamente, un basso senso del controllo (credere nella fortuna o nelle coincidenze esterne), alimenta un atteggiamento passivo e rassegnato verso qualcosa che non vediamo dipendere minimamente da noi.
  • Capacità di tollerare le frustrazioni: la difficoltà nell’accettazione di fatica, insuccesso e incertezza degli eventi limita il nostro potenziale di resilienza. Aspettative realistiche e una maggiore tolleranza dell’attesa, del disagio, del sacrificio contribuiscono invece a mantenere alte la motivazione e la tenacia verso il risultato desiderato. La frustrazione, infatti, può avere anche una notevole azione propulsiva capace di direzionare al meglio i nostri sforzi di fronte agli ostacoli, spingendoci ad attivarci e a fare cambiamenti, senza mai perdere di vista l’obiettivo.

Quali sono i maggiori ostacoli all’esercizio e al potenziamento della resilienza?

  • La poca consapevolezza di questa straordinaria risorsa innata che va continuamente allenata e rafforzata. Più la si esercita e più se ne riconoscono e se ne apprezzano i benefici.
  • Le credenze eccessivamente negative e pessimistiche che fanno vedere la sconfitta come irrecuperabile e definitiva e non come una preziosa opportunità per imparare, migliorare e ricominciare, meno vulnerabili di prima, verso la propria meta.