Ricordi negativi, esperienze traumatiche: superarle con il metodo EMDR

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In che modo i nostri ricordi possono incidere sul nostro stato di malessere?

I nostri ricordi negativi, se non elaborati e superati, possono condizionare negativamente le nostre emozioni, le nostre reazioni, i nostri comportamenti dando origine a dei sintomi e/o a dei disagi emotivi importanti. Far emergere questi ricordi traumatici “congelati” e riconoscere il loro impatto emotivo è il primo passo per riuscire a liberarsi dei sintomi e ritrovare un nuovo equilibrio interiore.

 Come possiamo riconoscere l’interferenza del nostro passato sul nostro presente?

Abbiamo l’impressione che alcune nostre esperienze passate condizionino negativamente il nostro modo di vivere il presente? Ci sembra di continuare a viverle nel presente anche se sono passati parecchi anni? Ci impediscono di fare delle cose che vorremmo fare? Ci spingono a fare delle cose che non vorremmo fare?

 Cos’è l’EMDR e come funziona?

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, tradotto “Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari”), riconosciuto ufficialmente come trattamento efficace dal 1990, è un metodo terapeutico efficace per l’elaborazione di esperienze stressanti o traumatiche. Identificando ed elaborando i ricordi traumatici attraverso una stimolazione oculare guidata, permette di integrare vissuti fortemente negativi all’interno del sistema della memoria della persona risolvendoli e superandoli.

Quali sono i benefici di questo trattamento terapeutico?

Proprio perché i ricordi “congelati, non elaborati” favoriscono uno stato di malessere psicologico che può condizionare fortemente il nostro modo di vedere gli eventi e di reagire alle situazioni, risolvere questi vissuti passati lasciati in sospeso consente di risolvere e superare gli effetti e i sintomi fisici derivanti.

Tutti i terapeuti possono praticare questo metodo?

Per l’utilizzo di questo approccio terapeutico, è necessario che il professionista abbia seguito una formazione specifica con il conseguimento finale della relativa abilitazione (di I e II livello) alla pratica clinica. Questo garantisce la qualità dell’intervento professionale e la tutela del paziente.